Tuber magnatum: dove e come cercarlo

Tuber magnatum pico

Il Tuber Magnatum Pico è un tartufo bianco tra i più pregiati e preziosi in assoluto, un tesoro di cui vanta una buona parte del sottosuolo boschivo italiano, dalla ottima qualità riconosciuta e invidiata in tutto il mondo. 

Ma forse ti chiedi quali siano i tipi di terreno, di clima e habitat naturali in cui le tartufaie prosperano ed esattamente in quali regioni italiane trovarle. Allora iniziamo subito col rispondere a questi tuoi quesiti.

Distribuzione del tartufo bianco nelle Regioni italiane

Il Piemonte è una delle regioni italiane più ricca del tartufo bianco, passando dalle Langhe al Monferrato. Molto conosciuto e pregiato è il tartufo bianco presente nel territorio di Alba, in provincia di Cuneo, piccola città divenuta famosa proprio per questo.

Anche il Molise vanta una buona raccolta, soprattutto nelle province di Isernia, Campobasso e nei comuni di San Pietro Avellana e Capracotta. Il tartufo bianco di San Miniato in Toscana e quello che si può trovare nell’area dell’Appennino tra Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria è altrettanto rinomato.

Altre regioni in cui è possibile trovarlo seppur in minor quantità sono la Lombardia, il Veneto, il Lazio, la Campania (nella provincia di Benevento) e la Calabria (Gioiosa Jonica).

Tuber Magnatum: Terreno, habitat e clima adatti

Lo studio delle aree italiane in cui è maggiormente presente il Tuber Magnatum Pico ha permesso di definire alcuni tipi di terreno, habitat e clima che favoriscono lo sviluppo di tartufaie molto produttive.

Analizzando la cronologia del terreno tipico delle tartufaie, si riscontra un substrato piuttosto uniforme composto da psammiti o parti di sabbia cementata, marne, ossia rocce di argilla e calcare, calcari marnosi e marne argillose in cui la quantità di argilla presente è rispettivamente minore e poi maggiore rispetto al carbonato di calcio presente. Nella maggior parte dei casi il terreno ottimale è a tessitura franca, ossia con quantità di sabbia, limo e argilla ben ripartite. 

Questo tipo di suolo si può trovare a partire dal livello del mare fino a circa 1000 metri di altezza anche se il tartufo bianco è molto raro oltre i 600 metri.

L’habitat più adatto che favorisce lo sviluppo delle tartufaie è caratterizzato da boschi di invasioni e aree incolte ricche di vegetazione ma abbandonate a sé stesse.  I tartufi bianchi crescono in simbiosi con numerose piante che potrebbero indicarne la presenza come la Roverella, il Pioppo, il Cerro, il Leccio, il Nocciolo e il Carpino, sia bianco che nero.

Per quanto riguarda il clima, è un dato di fatto che siano un’influenza positiva l’abbondanza di piogge, presenti durante buona parte dell’anno, un alto grado di umidità e una bassa differenza tra la temperatura del terreno e quella dell’aria esterna.

Tuber magnatum pico prezzo

Quanto può costare un tartufo bianco così pregiato e ricercato? Probabilmente te lo starai chiedendo anche tu. Bisogna premettere che proprio per la sua preziosità, tra i vari tipi di tartufo quello bianco è il più costoso. In realtà il prezzo è molto variabile e oscilla parecchio sia nel corso dell’anno che a volte tra tartufi bianchi della stessa regione.

Chiaramente elementi come le dimensioni e lo stato di conservazione del tartufo, il rapporto fra disponibilità e domanda, nonché l’area di provenienza e di vendita influenzano il prezzo. In media, negli anni in cui la raccolta è stata generosa, il prezzo medio del tartufo bianco (leggi anche l’articolo “borsa del tartufo“) si è attestato sui 2000 euro al Kg, con leggere variazioni. Mentre in annate meno produttive caratterizzate da caldi afosi e siccità che non hanno agevolato la crescita spontanea del tartufo, i prezzi sono saliti alle stelle superando in alcuni casi anche i 4000 euro al Kg.